L’idea

Ecco la nostra missione: trovare un posto di lavoro vicino casa ai pendolari, in modo che non siano più pendolari, nell’interesse di tutti. Come riuscirci quando ad oggi le offerte di lavoro “tradizionali” sono così poche e oggetto del quotidiano controllo di milioni di disoccupati ?

Considerando i posti di lavoro “occupati” anziché quelli “liberi”

L’uovo di Colombo !

Ogni pendolare lascerebbe “libero” il proprio posto di lavoro se ne trovasse uno analogo vicino casa, no? Ovvio che le mansioni, le prospettive di crescita professionale, l’ambiente lavorativo e lo stipendio dovrebbero essere “analoghi” e che il nuovo posto dovrebbe essere “sicuro”.

E se proprio “dietro casa sua” lavorasse un altro pendolare che fa il suo stesso lavoro e che si è stufato, pure lui/lei, di fare su e giù? Se queste due persone potessero conoscersi e potessero dialogare scoprirebbero forse di fare un lavoro veramente simile e magari di percorrere ogni giorno la stessa strada, alla stessa ora, in verso opposto, mattina e sera, incrociandosi a metà strada due volte al giorno. Esistono certo milioni di coppie di pendolari nel mondo che vivono questa situazione, ma non lo sanno, perché non esiste un servizio che sveli loro chi è la persona che quotidianamente si sposta in verso opposto per fare lo stesso loro lavoro. Il ragionamento si applica anche a gruppi di 3 o più pendolari che si rincorrono in un “girotondo”.

Ecco allora cosa stiamo facendo: stiamo creando il network che permetterà a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori pendolari d’Italia, del mondo intero in un secondo momento, di conoscersi e confrontarsi. Stiamo creando una regia sul fenomeno del lavoro pendolare il cui scopo è capire come si potrebbero ridistribuire i posti di lavoro analoghi  per minimizzare gli spostamenti quotidiani dei lavoratori che li occupano. E’ sufficiente che i pendolari si iscrivano a questo nostro portale dichiarando i CAP in cui risiedono e in cui lavorano, il lavoro svolto, le mansioni che lo caratterizzano, il loro contatto. Niente dati “troppo sensibili”.

Dall’elaborazione dei dati che stiamo raccogliendo verranno fuori le coppie di pendolari che lavorano “l’uno dietro casa dell’altro” e i gruppi di 3 o più lavoratori che potrebbero ridistribuirsi tra loro i posti di lavoro per un comune beneficio. Queste persone verranno da noi messe in comunicazione, potranno così conoscersi e verificare se lo scambio sarebbe davvero positivo per tutti.

I lavoratori potranno anche pensare di scambiarsi la casa, piuttosto del lavoro, la soluzione sembra più drastica ma non costa nulla proporla e in rari casi potrà tornare utile.

Anche pendolari che fanno lavori diversi (a patto non siano molto specializzati) potrebbero scambiarsi l’un l’altro il posto di lavoro poiché in poco tempo potrebbero imparare ciò che non sanno, sarebbe per loro particolarmente importante riuscirci perché i lavori più generici sono quelli in genere peggio pagati, in questi casi il costo del viaggio quotidiano risulta quindi proporzionalmente più grande.

Infine: dalla stessa banca dati si scopriranno quei gruppi di pendolari che potranno condividere l’auto per andare al lavoro, resteranno pendolari ma una riduzione dei costi personali, sociali ed ambientali ci sarà comunque. Questo risultato sarà il più facile da ottenere ma lo mettiamo solo “alla fine” perché i servizi di car pooling esistono già.

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